Palazzo Ducale, 15mila presenze per “La Storia in piazza”: quasi 100 relatori e oltre 80 appuntamenti

Si chiude con 15mila partecipanti la quindicesima edizione di “La Storia in piazza”, dedicata quest’anno al tema “Naturale e innaturale nella storia”. A Palazzo Ducale quasi 100 ospiti, più di 80 eventi e un programma che ha coinvolto anche scuole e famiglie

Si chiude con 15mila partecipanti complessivi la quindicesima edizione di “La Storia in piazza”, rassegna di Palazzo Ducale che anche quest’anno ha portato a Genova studiosi, divulgatori e pubblico attorno a un tema capace di intrecciare passato e presente. L’edizione 2026, curata da Carlotta Sorba ed Emmanuel Betta, era dedicata a “Naturalmente: naturale e innaturale nella storia” e ha proposto oltre 80 appuntamenti distribuiti nell’arco della manifestazione, con quasi 100 relatori e relatrici arrivati da tutta Italia e dall’estero.
Il festival ha affrontato due concetti, “naturale” e “innaturale”, che attraversano da secoli il discorso politico, scientifico, giuridico e religioso e che nel tempo hanno assunto significati anche molto diversi. È su questo terreno che si sono mossi incontri, conferenze, reading, laboratori, seminari e dialoghi, confermando una formula ormai consolidata e riconoscibile, costruita su appuntamenti aperti a pubblici differenti e su un taglio divulgativo che prova a tenere insieme rigore e accessibilità.

Tra i protagonisti di questa edizione ci sono stati, tra gli altri, Alessandro Barbero, Marco Paolini, Telmo Pievani, Marc Lazar, Guido Barbujani, Silvia Ronchey, Andrea Giardina e Domenico Starnone, nomi che hanno contribuito a richiamare pubblico e attenzione attorno a una manifestazione che resta uno degli appuntamenti più rilevanti del calendario culturale di Palazzo Ducale.
Accanto al programma per gli adulti, anche quest’anno non è mancata la parte rivolta alle scuole e alle famiglie, curata dall’Ufficio didattica di Palazzo Ducale. Un segmento che continua a rappresentare una componente importante della manifestazione, con attività pensate per coniugare ricerca storica, attualità, apprendimento e gioco, mantenendo l’obiettivo di allargare la platea e intercettare fasce d’età diverse.
Nel commentare i risultati della rassegna, la presidente di Palazzo Ducale Sara Armella ha parlato di un fine settimana lungo che ha riportato Genova al centro della scena culturale, sottolineando anche il collegamento tra il festival e la mostra “Van Dyck l’Europeo”, allestita negli Appartamenti del Doge. Secondo Sara Armella, molti partecipanti a “La Storia in piazza” hanno colto l’occasione per visitare anche l’esposizione, in un fine settimana che ha visto in contemporanea anche i Rolli Days, contribuendo a rafforzare l’offerta culturale complessiva della città.
Sulla stessa linea la direttrice di Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura Ilaria Bonacossa, che ha evidenziato la continuità della formula basata sul confronto tra voci diverse e ha messo l’accento sul tema scelto per quest’anno, ritenuto particolarmente adatto a generare laboratori coinvolgenti. Ilaria Bonacossa ha inoltre richiamato un elemento già emerso nella scorsa edizione e ulteriormente rafforzato nel 2026, cioè l’abbassamento dell’età media degli studiosi e delle studiose coinvolti, segnale di una maggiore apertura verso ricercatori e ricercatrici più giovani.
Nel bilancio dei curatori emerge proprio questo aspetto. Carlotta Sorba ha sottolineato come la manifestazione abbia aggiunto nuovi tasselli rispetto alle edizioni precedenti, soffermandosi in particolare sulle collaborazioni inedite, tra cui quella con l’Istituto universitario europeo, e sull’attenzione riservata alle nuove generazioni di storici. Una parte del festival, infatti, è stata dedicata alle ricerche in corso, dentro un impianto che ha consentito di attraversare temi diversi, dall’economia alla politica fino alla cultura. Tra i fili emersi con maggiore evidenza, secondo Carlotta Sorba, c’è stata anche la prospettiva di genere, con riflessioni sul ruolo di donne e uomini nella sfera pubblica e privata e sul concetto di “contro-natura” nelle sue trasformazioni storiche.
Anche Emmanuel Betta ha insistito sulla complessità del concetto di natura, spiegando come proprio le giornate del festival abbiano mostrato quanto questo termine sia meno evidente e meno rigido di quanto spesso si creda. Da qui, per il curatore, nasce anche l’interesse suscitato presso il pubblico, che ha seguito con attenzione declinazioni molto differenti dello stesso tema, confermando la vitalità di una categoria che continua a interrogare il presente.
Il dato finale, comunque, resta quello dei numeri: 15mila partecipanti, quasi 100 relatori, oltre 80 appuntamenti. Numeri che confermano la tenuta di una rassegna ormai storica per Palazzo Ducale e che restituiscono la misura di un evento capace di richiamare pubblico ampio, specialisti e famiglie attorno a un programma che continua a usare la storia come chiave per leggere anche le questioni più attuali.
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